“I’m a pretty dangerous dude when I’m cornered.”
“Yeah,” said the voice from under the table, “you go to pieces so fast people get hit by the shrapnel.”
*
Da qualche parte tra le grida, il cuore impazzito e la paura, l'unica voce che domina tutto è appena un mormorio “non di nuovo, non adesso” ripetuto all'infinito, con una piccola variante di tanto in tanto che strilla pianissimo “non uscire di testa, lo vedono se esci di testa”.
Continua a risuonargli in testa mentre scappa letteralmente e fa una fatica enorme a non continuare a correre fino al confine con il Canada. Bel lavoro, ottimo lavoro a cercare di sembrare normale, come se potessi nascondere l'enorme freak che sei con due parole beneducate.
Continua ad essere una litania infinita mentre l'odore del tessuto bruciacchiato del divano si mescola al fumo della sigaretta e rende l'aria completamente irrespirabile per la terza volta di quella notte insonne che sembra eterna, cercando di non distruggere niente. Questo perché hai creduto che era tutto sotto controllo eh? Perché cominciavi ad abituarti e a pensare che non era una situazione così assurda. Ma non sei capace di stare cinque minuti senza essere trascinato in una situazione assurda, no?
Continua incessante anche la mattina dopo, anche quando le parole escono fuori brusche, nervose, quasi sputate fuori insieme al fumo e molto prima che le possa controllare, schiantandosi contro quel muro di ostinata condivisione. Stà zitto, chiudi quel cesso di bocca, deve proprio accorgersene anche lei di quanto sei profondamente un coglione, devi davvero farla scappare?
E la cosa peggiore, la peggiore di tutte, per qualche motivo è la consapevolezza.
Una consapevolezza minuscola, annidata in un angolo della mente, soffocata dalle lamentele e dalle rassicurazioni, che non dovrebbe -no, non vorrebbe- avere.
Resisti ancora un po', sii ragionevole, sii responsabile, ancora qualche ora prima di avere quello che vuoi. Resisti fino a che non sei solo, fino a che non sei in un posto sicuro, ancora poco; fino a che non potrai smettere di trattenerti e andare a fuoco fino all'ultimo muscolo, fino all'ultimo capello, e sentire l'effetto che fa lasciare che vincano le fiamme.
venerdì 30 dicembre 2016
lunedì 26 dicembre 2016
'tis the season
“...e ci sarà anche la figlia della mia amica Jolene, te la ricordi, vero? E' mutante anche sua figlia.”
“Mh-mh, mi fa piacere.”
“Pensavo che sarebbe carino se le portassi un regalo, visto che avete tante cose in comune.”
Attimo di pausa. Tiro dalla sigaretta, occhi chiusi e auto controllo al massimo.
“La figlia della tua amica Jolene che legge i romanzi dei vampiri ed è vegana. Sì, abbiamo tante cose in comune.”
“Sì ma intendevo dire... lavori sempre in quella cosa dei mutanti, no?”
“Gesù-”
“Non imprecare, Nicholas, stavo solo cercando di darti una mano.”
“E' Nick? Diglielo, che è ora che si trovi una ragazza.”
Tiro dalla sigaretta, occhi chiusi, auto controllo alzato di una tacca e tazza di caffè a rischio lancio.
“Chiedigli se lui c'entra con quella cosa del quartiere dei mutanti.”
“Tuo padre voleva sapere se...”
“Lo sento. Digli che non è che perché sono mutante ora mi metto a cacciare la gente da casa sua.”
“Non c'è bisogno di questo tono di voce, ci chiedevamo soltanto se li conoscevi, dato che...”
“Dato che tra mutanti ci conosciamo tutti? Gesù Cristo...”
“Nicholas!”
Una passeggiata per casa aiuta, sicuro. Si porta dietro il posacenere, il telefono incastrato tra spalla e orecchio.
“Seh, scusa. Digli che può stare tranquillo, non mi metto nei casini. Giuro.” a dita incrociate.
“Allora ci vieni, alla cena?”
“Con Jolene e la vampiromane?”
“Oh, Nick.”
“Digli che non faccia lo schizzinoso, che...”
“Ma porco-”
“Non ti permettere!”
“...che non è che mi pare che sia nella posizione di...”
“Ce l'ho la ragazza, Cristo santo!”
Silenzio shockato eh? Grazie tante. Molto maturo.
“Ed è anche normale. Cioè, umana. Maledizione. Umana, non normale – però sì, è anche normale.”
Silenzio che vira rapidamente verso l'imbarazzante.
“...chiedigli se è daltonica.”
“DIGLI CHE – digli che non smette mai di essere divertente questa battuta, mai.”
“Allora la porti per Natale, eh?”
“...se esiste davvero, insomma...”
“TI SENTO – digli che lo sento, lo spiritosone. Non la porto neanche se mi pagate.”
“Cerca soltanto di arrivare in tempo, ok? Ci manchi.”
“Sì, vaf... va bene. Ci provo. Ma solo se non mi vendi mutanti diciottenni.”
“Digli di mettersi qualche lucina colorata attorno che fa atmosfera.”
“Digli che il nonno ha sempre visto in me tutto quello che non ha visto in lui.”
“E ti fai ancora chiamare psicoterapeuta?”
Sbuffa. “Proverò ad esserci.”
***
"Credo di amarti."
"Ti amo. E ne sono abbastanza sicuro."
Quando è successo? Com'è successo? Ok, il come è un po' più facile da stabilire. Ma resta quella meravigliosa consapevolezza che non ha idea di quando la cosa gli sia sfuggita di mano, e non ha nessun interesse a capirlo né a fare niente per fermarla.
Sorride persino alla signora sull'aereo che si fa cambiare di posto quando arriva. Ci mette del suo meglio per farle il sorriso e l'occhiolino meno rassicuranti possibili, e lo mette già in lista. Addirittura le battute dei parenti diventano divertenti dopo le prime due ore. Com'è che ogni anno c'è sempre un cugino in più?
Però. Non male per un anno che doveva essere l'inizio della fine di ogni cosa normale mai esistita.
***
"Credo di amarti."
"Ti amo. E ne sono abbastanza sicuro."
Quando è successo? Com'è successo? Ok, il come è un po' più facile da stabilire. Ma resta quella meravigliosa consapevolezza che non ha idea di quando la cosa gli sia sfuggita di mano, e non ha nessun interesse a capirlo né a fare niente per fermarla.
Sorride persino alla signora sull'aereo che si fa cambiare di posto quando arriva. Ci mette del suo meglio per farle il sorriso e l'occhiolino meno rassicuranti possibili, e lo mette già in lista. Addirittura le battute dei parenti diventano divertenti dopo le prime due ore. Com'è che ogni anno c'è sempre un cugino in più?
Però. Non male per un anno che doveva essere l'inizio della fine di ogni cosa normale mai esistita.
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