"Take aim."
Non sanno neanche se sia quello giusto, non sanno se è solo un ragazzino che ha preso una brutta strada ma può ancora cambiare idea. Non sospetta niente, nessuno sospetta, è il momento migliore e non ne avranno un altro.
"Plan b. We have no choice."
Anche dall'altra parte la pensano così. Non hanno scelta, e svariati miliardi di vite da sacrificare per salvare un mondo non sono davvero poi così diverse dal sacrificarne solo una, forse, se riesci a convincertene davvero.
Greg forse non ha avuto scelta. Forse sarebbe diventato un altro di quelli induriti dalla sandman machine un giorno, solo più pericoloso della media. E' stata la scelta razionale, e non c'è alcun motivo logico per cui si debba sentire le mani sporche di sangue. No davvero.
Come non c'è alcun motivo logico per cui si debba sentire così deluso e svuotato dalla perdita di qualcosa che non c'è mai stato, che avrebbe solo complicato le vite di tutti, che non dovrebbe desiderare, mai meno di adesso.
Come non c'è alcun motivo logico per cui un istante che è stato più irreale di un sogno continui a tornargli davanti agli occhi - e com'è possibile che li abbia visti solo adesso, quegli occhi? Attraverso un velo squarciato da un'irrazionalità violenta.
Si fottano i motivi logici, allora.
Come ogni stramaledetta volta, non ha il controllo di niente. È in mezzo al ciclone. E ha solo una maschera a cui si aggrappa con le unghie e con i denti, una maschera fatta di sicurezza e decisione.
E sotto tutta la sicurezza e la logica, lascia entrare la consapevolezza che sì, ha contribuito ad uccidere senza battere ciglio un ragazzo che non ha avuto la sua fortuna, che magari non era una cattiva persona, che magari ha solo sbagliato strada una volta, e lo ha fatto a sangue freddo davanti agli occhi di chi cercava di salvarlo. Perché doveva. Perché è quello che ha scelto. Per guadagnare tempo. Per loro.
“Let's save this world. Please. Together.”
Perché c'è una promessa che ha bisogno del suo aiuto per essere mantenuta.
lunedì 23 gennaio 2017
lunedì 9 gennaio 2017
un lancio di dadi
Sta camminando a Bella Vista. Sta andando a lavoro, no, forse sta rientrando. Fuma, e tiene la mano di Andrea. Il tremolio nell'aria non lo sorprende, sapeva che sarebbe arrivato. Il bianco accecante, assordante, improvviso, se lo aspettava. E mentre tutto perde consistenza, importanza, esistenza, lui scompare con la consapevolezza che stavolta non ci sarà un'altra scelta da prendere, e le dita di Andrea strette alle sue finché gli sarà concesso di sentire ancora qualcosa.
C'è pace, nel bianco assoluto del nulla. Chi l'avrebbe detto? C'è silenzio, e ogni preoccupazione e ogni lotta hanno cessato di esistere.
Ma c'è ancora quella minuscola sensazione rannicchiata nella mente, quel rimorso che gli dice che doveva fare di più, doveva fare l'impossibile, salvarli.
*
“Noi siamo voi, coglione.”
Wait. What?
“A dei bivi voi potreste aver scelto una strada diversa dalla nostra.”
Ma è ancora uno dei Night Soldiers. È ancora a Philadelphia. Sta ancora cercando di discutere, di trovare una soluzione. Qualsiasi bivio, qualsiasi scelta – tutto lo porterebbe comunque in quel luogo, in quel momento, a quelle scelte. Ed è un pensiero a cui non può fare a meno di sorridere, nonostante tutto. Tutte le strade portano a questo. E un motivo deve esserci.
Sheriff parla come lui, si muove come lui, impreca come lui, non mente: è lui. E pensa come lui, ne è certo. Lo guarda alla ricerca di quelle differenze, dei bivi, come se li indossasse sulla suit.
Perché ha scelto l'altra faccia? Avrà continuato a fare il vigilante fin dal college? Avrà studiato medicina invece di psichiatria? Avrà mollato tutto e fatto un altro lavoro? I suoi genitori non avranno mai lasciato Philly per Santa Fe? Lei lo avrà scelto al posto di quell'altro? No. Questo no. Certe cose non cambiano. E soprattutto: non ha alcuna importanza, finalmente.
Se soltanto ci fosse il tempo di tartassarlo di domande come si deve.
Ma il tempo non c'è, e... presto non ci sarà il tempo letteralmente per fare niente. Perché in nessuna dimensione si può sbrogliare una situazione simile, no? Andiamo. Che speranze hanno?
Ma devono riuscirci. Sbattere la testa contro muri invisibili, rincorrere qualcuno che non ha nome e faccia, cercare una soluzione incredibilmente al di fuori delle loro possibilità, sperare per una volta in un colpo di fortuna che ribalti l'impossibile.
E sperare, pregare, che tutte le strade portino a un giorno che non finisce con quel bianco accecante e quei rimorsi.
C'è pace, nel bianco assoluto del nulla. Chi l'avrebbe detto? C'è silenzio, e ogni preoccupazione e ogni lotta hanno cessato di esistere.
Ma c'è ancora quella minuscola sensazione rannicchiata nella mente, quel rimorso che gli dice che doveva fare di più, doveva fare l'impossibile, salvarli.
*
“Noi siamo voi, coglione.”
Wait. What?
“A dei bivi voi potreste aver scelto una strada diversa dalla nostra.”
Ma è ancora uno dei Night Soldiers. È ancora a Philadelphia. Sta ancora cercando di discutere, di trovare una soluzione. Qualsiasi bivio, qualsiasi scelta – tutto lo porterebbe comunque in quel luogo, in quel momento, a quelle scelte. Ed è un pensiero a cui non può fare a meno di sorridere, nonostante tutto. Tutte le strade portano a questo. E un motivo deve esserci.
Sheriff parla come lui, si muove come lui, impreca come lui, non mente: è lui. E pensa come lui, ne è certo. Lo guarda alla ricerca di quelle differenze, dei bivi, come se li indossasse sulla suit.
Perché ha scelto l'altra faccia? Avrà continuato a fare il vigilante fin dal college? Avrà studiato medicina invece di psichiatria? Avrà mollato tutto e fatto un altro lavoro? I suoi genitori non avranno mai lasciato Philly per Santa Fe? Lei lo avrà scelto al posto di quell'altro? No. Questo no. Certe cose non cambiano. E soprattutto: non ha alcuna importanza, finalmente.
Se soltanto ci fosse il tempo di tartassarlo di domande come si deve.
Ma il tempo non c'è, e... presto non ci sarà il tempo letteralmente per fare niente. Perché in nessuna dimensione si può sbrogliare una situazione simile, no? Andiamo. Che speranze hanno?
Ma devono riuscirci. Sbattere la testa contro muri invisibili, rincorrere qualcuno che non ha nome e faccia, cercare una soluzione incredibilmente al di fuori delle loro possibilità, sperare per una volta in un colpo di fortuna che ribalti l'impossibile.
E sperare, pregare, che tutte le strade portino a un giorno che non finisce con quel bianco accecante e quei rimorsi.
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